Succorpo Vanvitelliano

succorpo

Il suggestivo ambiente rappresenta una delle più interessanti testimonianze dell’attività napoletana di Luigi Vanvitelli (1700-1773) cha, nei disegni autografi attualmente conservati nel Museo Civico di Castel Nuovo, ricorda tale spazio come “Chiesa Sotterranea della SS. Annunziata”. L’ambiente è stato ideato in maniera autonoma rispetto alla chiesa superiore per assicurare la celebrazione della messa anche durante la lunga fase dei lavori per la realizzazione della chiesa dopo l’incendio del 1757.

L’invaso presenta una pianta circolare il cui spazio è scandito da otto coppie di colonne tuscaniche lungo il giro dello spazio primario. Collocato in asse con la cupola della chiesa superiore riceve la luce da un foro chiuso da una griglia in ottone al centro della crociera. In corrispondenza delle colonne, dagli architravi si dipartono fasce grigie di stucco che convergono al centro della volta.

Si tratta di una struttura complessa soprattutto per la compresenza di elementi quali le nervature degli archi e della volta ribassata, che comprime l’invaso e lo dilata lateralmente.

Come arredo plastico Vanvitelli utilizzò sculture e rilievi della chiesa, distrutta dal funesto incendio del 1757, con l’intento di conservarne alcune testimonianze artistiche. Sull’altare principale è collocata un’opera del 1470 di Domenico Gagini (1420-1425 c.a-1492) raffigurante la Madonna col Bambino. Inserito su un fondale di stucco con cherubini, è il gruppo di Giuseppe Sanmartino (1720-1793), mentre ai lati, sono due sculture raffiguranti Sant’Andrea e San Giovanni Evangelista, attribuite ad un collaboratore di Giovan Tommaso Malvito, in origine sui pilastri della navata cinquecentesca della chiesa. Di particolare interesse artistico è il rilievo collocato sull’altare di fronte a quello principale, raffigurante il Battesimo di Cristo, dello scultore fiesolano Andrea Ferrucci (1465-1521 ca.). Si tratta, anche in questo caso, di un’opera che apparteneva alla decorazione originaria della chiesa e precisamente, alla cappella di Maria Brancaccio. Rimontata entro due festoni retti alla sommità da una testa di angelo, il rilievo è fiancheggiato da due sculture attribuibili alla cerchia di Giovan Tommaso Malvito raffiguranti San Giovanni Battista e San Girolamo, anch’esse appartenenti all’arredo plastico della navata della chiesa cinquecentesca. Su ciascuno dei quattro altari minori sono sculture in terracotta risalenti al XVIII secolo. San Lazzaro, terminato da Giuseppe Sanmartino nel 1764 e tre sculture di Francesco Pagano risalenti al 1763, raffiguranti Sant’Antonio Abate, Santa Lucia e San Michele Arcangelo.

(Fonte: www.annunziatamaggiore.it)