Spettacoli

Primo movimento
Maschere. Cunti di Sfessania
3-4 settembre 2014, Basilica di San Giovanni Maggiore, 19.30

Una scena, sei maschere, lazzi, musica e canzoni. Partendo dal repertorio di testi e lazzi e dallo studio delle incisioni di Callot, gli attori hanno costruito uno spettacolo di Commedia dell’Arte come veniva realizzato negli anni d’oro della commedia improvvisa: intrecci amorosi, scambi di personaggi, testi di repertorio e danza delle maschere che presentano la storia e i caratteri dei diversi personaggi.
L’avaro Pantalone innamorato della vedova Betina chiede aiuto al suo affamato servo Truffaldino per conquistare la donna amata, ma anche il temerario Capitano Matamoros corteggia la vedova. Intanto Arlecchino deve difendere i suoi interessi dall’arrivo in città del napolitano Pulcinella che mira a sottrargli le grazie di Colombina. Tra servi infedeli, proposte di matrimonio ed equivoci, a trovar soddisfazione non saranno i soliti nobili…

Secondo movimento
Voci. “Che il tormentato cor può ben sentir la doglia del morir”
8-9 settembre 2014, Palazzo dello Spagnuolo, 19.30

Nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 1590, due amanti vengono sorpresi nel sonno e uccisi. Sono Maria d’Avalos e Fabrizio Carafa, duca d’Andria. Nelle ore e nei giorni successivi un coro di voci si leva per accusare l’unico responsabile del delitto: il marito di Maria d’Avalos, Carlo Gesualdo Principe di Venosa. La storia passa di bocca in bocca, dall’alto e dal basso la raccontano servi di casa e grandi poeti, cortigiani invidiosi e sedicenti cronisti in cerca di gloria. Solo Gesualdo, scampato alla punizione, si chiude nel silenzio. A parlare per lui è la sua musica, i madrigali che compone e stampa a suo nome e che lo accompagnano per tutta la vita. Mentre le stesse voci lo vogliono rinchiuso nel suo castello, visitato da terribili fantasmi e dedito a strane pratiche autolesionistiche, lui scrive l’amore, il dolore, la ricerca del perdono, la morte. La musica mette a tacere tutti.

Terzo movimento
Dialoghi. La luce e l’ombra
17-18 settembre 2014, Farmacia e cortile dell’Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, 19.30

Il Settecento è il secolo dei lumi, la ragione si ribella alla superstizione e getta la sua luce sulle ombre di due secoli di Controriforma. La mente che indaga sceglie il dialogo come strumento di espressione prediletto. Ma se l’ombra alberga dentro di sé scacciarla diventa difficile e il dialogo allora sarà interiore e drammatico. Lo sa bene Giuseppe Balsamo detto Conte di Cagliostro, figura doppia come il suo nome, esoterista e truffatore, profeta di sventura e rivoluzionario suo malgrado, che, chiuso nel carcere di San Leo e attendendo con ansia le truppe che dalla Francia porteranno la rivoluzione in Italia, è costretto a creare da solo il proprio interlocutore, facendo ricorso alle sue arti magiche. Ma la sua creatura, lungi dall’assecondarlo, si trasformerà nel suo aguzzino e tra dispetti e tormentose domande farà di lui il tragicomico capro espiatorio di un’intera epoca.

Quarto movimento
Decostruzioni. El romancero de Lazarillo
22-23 settembre 2014, Museo Hermann Nitsch, ore 19.30

Lo sfortunato servo Lazaro, che vagabonda per la Spagna, offrendo i suoi servizi a padroni sempre più improbabili, sembra diviso tra due epoche. Nelle sue avventure si sente ancora l’eco del Medio Evo – con i suoi capitani di ventura, i venditori d’indulgenze e i mendicanti – ma la forma del suo racconto lo proietta nel futuro, annunciando il romanzo.
Lazarillo è uno zanni che sta per togliersi la maschera e diventare un eroe borghese, ma, prima di farlo, ha bisogno di raccontare la sua storia. Durante il racconto i personaggi escono dalla pagina scritta, diventano vivi e contribuiscono a evocare un intero mondo. Tra oralità e romanzo compare il teatro.