Programma Masterclass 2017

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LA DIMENSIONE TRANSCULTURALE DELLA MASCHERA
un possibile sincretismo tra la Commedia dell’Arte e la danza degli Orixa

condotto da Luca Gatta e Ana Auxiliadora Estrela

STRUTTURA DELLA MASTERCLASS DI COMMEDIA DELL’ARTE
Lo studio sul corpo e sulla voce propone un training personale nato dalla sintesi di differenti tecniche che Luca Gatta ha assimilato nel corso della propria ricerca, in particolare i punti di riferimento sono: il teatro orientale, le danze africane, la pantomima, la musica contemporanea e la fisiognomica vocale.
La masterclass mira a rileggere la Commedia dell’Arte in una dimensione transculturale facendola interagire con le tradizioni di altri paesi, con l’obiettivo di costruire dei flussi culturali che transitano da una tradizione all’altra, al fine di creare un prodotto nuovo che sarà la sintesi dell’incontro tra le diverse culture.

Training Fisico
1. Presentazione delle maschere
2. Studio sul neutro
3. Le fasce corporee e i tipi umani
4. Potenziamento fasce corporee
• afro-danza
• danze etniche
• danze popolari
5. Scomposizione del movimento
• cerniere
• fruste
• scale
6. Studio sugli impulsi
7. Preacrobatica
8. I colpi di maschera
9. I personaggi
10. L’incontro con la maschera
11. Il trucco sotto la maschera
12. Gioco teatrale

Training Vocale
1. La respirazione
2. Il corpo come risuonatore totale
3. Le vocali
4. Le consonanti
5. Il gesto vocale come portavoce
6. La voce e il coro

IL CANDOMBLÈ RELIGIONE AFRO-BRASILIANA
Il termine animismo è usato in antropologia per classificare le tipologie di religioni o pratiche di culto nelle quali vengono attribuite qualità divine o soprannaturali a cose, luoghi o esseri materiali. Queste religioni non identificano le divinità come esseri puramente trascendenti, bensì attribuiscono proprietà spirituali a determinate realtà materiali. Questo tipo di credenze è così chiamato perché si basa sull’idea di un certo grado d’identificazione tra principio spirituale divino (anima) e aspetti “materiali” di esseri e realtà.
Il candomblè è la religione portata dall’Africa in Brasile e a Bahia nei tre secoli e mezzo durante i quali si sviluppò il traffico degli schiavi. Tra gli africani catturati e portati in Brasile, vi erano anche sacerdoti. Una volta arrivati in Brasile agli schiavi veniva dato un battesimo molto formale dopo il quale erano praticamente lasciati a sé stessi. A Bahia, a differenza di altri paesi delle Americhe dove furono deportati, i neri furono capaci di mantenere la loro religione. Di nascosto, usando l’artifizio di affiancare a ogni loro divinità un santo o una divinità cattolica (Oxalà-Gesù Bambino, in genere Senior do Bonfim; Ogun-S. Antonio e via così) riuscirono a continuare a praticare le loro credenze originali. Nacque e si sviluppò così un fenomeno di sincretismo religioso tra religione animista Africana e il cattolicesimo. Un grande studioso francese per decenni ha studiato le religioni afro-baiane e ha compiuto laboriosi studi nelle aree geografiche di origine degli schiavi. Così Pierre Verger, in alcuni suoi celebri saggi ha potuto dimostrare come a tutt’oggi in alcune regioni della Nigeria, del Benin, e del Togo vi siano popolazioni che venerano divinità che sono più o meno le stesse che si adorano nei “Terreiros” del Candomblè baiani. I “Terreiros” (spiazzi, terreni davanti o dietro le case) costituiscono i luoghi in cui sono praticate le cerimonie di questa religione.

La masterclass di Cadomblè si svolge in quattro fasi:
1. momento d’incontro, presentazione e breve excursus sulla cultura afro-brasiliana, Orixas e samba de roda.
2. stretching, riscaldamento del corpo attraverso l’approccio con la postura e le movimentazioni di origini africana ed afro-brasiliana
3. sviluppo delle danze accompagnate dai rispettivi canti per gli Orixas e all’interno del samba
4. ritorno al ritmo naturale del corpo attraverso la respirazione e momento di condivisione

Orixa studiati durante la masterclass:
ARIA – YANSAN Dea del vento e delle tempeste, padrona dei fulmini e dell’anima dei morti. Guerriera inarrestabile e poderosa. È lei che con il suo potere può scatenare tempeste e venti per spazzare via la malvagità umana dalla faccia della terra. Yansà viene invocata soprattutto per difendersi dalle entità negative e, in un certo senso, può essere considerata una vera e propria esorcista. Il fatto che lanci fiamme dalla bocca fa di lei la patrona di chi usa la parola per difendere il prossimo o per attaccarlo, perché gli Orixàs sono forze talvolta ambivalenti e operano su più fronti, seppure sempre in funzione del bene.

FUOCO – XANGO Dio del fuoco, dei tuoni e della giustizia. Esprime nella danza il portamento, la maestosità e la dignità di un Re (Xangô fu il Re di Oyó). Brandisce lo oxé (accetta o scure a due lame) e fa il gesto di colui che lancia fulmini sulla terra. È orgoglioso ed autoritario, ma anche molto generoso. Deciso, forte e valoroso è il simbolo delle istituzioni, della statalità, del governo. È il padre all’antica, autoritario, deciso, irremovibile; l’uomo d’onore per eccellenza.

ACQUA- OXUMARE Nel mito è considerato androgino, sei mesi maschio e sei mesi femmina, anche se in realtà è un tutt’uno con la sua controparte femminile, Ewà. Viene sulla terra sotto forma di serpente (spesso lo troviamo rappresentato così, nell’atto di mordersi la coda) per garantire l’unione tra le due metà del mondo (i due emisferi) e tra le due parti che costituiscono tutti gli esseri viventi (lato destro e sinistro). Anche i colori delle vesti donategli dai due sovrani (azzurro e rosso) rappresentano l’unione tra maschile e femminile. È sempre Oxumaré a garantire la continuità della vita presiedendo al ciclo dell’acqua che cade sulla terra per mezzo della pioggia e che poi ritorna al cielo evaporando.

TERRA-OMOLU è l’orixà temuto e rispettato, delle sventure e delle malattie. È la guida dei morti, il signore degli inferni e il medico dei poveri, legato alla terra, al sole, al vaiolo e alle malattie della pelle. Figlio di Nanà, la Madre delle profondità della terra, è raffigurato ricoperto da una veste di paglia per nascondere la sua pelle martoriata dalle malattie. Legato all’elemento terra, che tutto accoglie a sé dopo la morte, in stato di decomposizione, è conosciuto come il “medico dei poveri”.

È consigliato abbigliamento comodo e disponibilità a lavorare a piedi nudi.