La maschera nella contemporaneità

Incontro-dibattito sulla Commedia dell’Arte e l’uso contemporaneo della maschera con Claudia Contin Arlecchino, Ferruccio Merisi, Luca Gatta, Dmitry Trubotchkin e Paolo Sommaiolo. Coordina Stefania Bruno.

giovedì 15 settembre 2016 h 18.30
Sala del Capitolo San Domenico Maggiore
Vico San Domenico Maggiore 18

La maschera è legata, nella percezione comune, a una precisa epoca storica e a un genere teatrale determinato, che per comodità definiamo tradizionale. Ma cos’è veramente la tradizione? Nella percezione comune tradizione è tutto ciò che è antico, datato, superato. La tradizione va conservata, al massimo va studiata per trarne degli insegnamenti, ma non si pensa davvero, almeno in Occidente, che un teatro realmente moderno possa nascere nel solco della tradizione. Eppure è indubbio che ogni volta che un attore indossa una maschera succede qualcosa e la stessa cosa accade allo spettatore quando lo guarda. Entrambi vengono messi in contatto con un livello di percezione profondo, il tempo reale viene sospeso e all’improvviso, ciò che è dichiaratamente finto – l’espressione del volto cristallizzata dalla maschera, i costumi colorati, i gesti esasperati ed extra-quotidiani – diventa più reale della realtà stessa. Dove e perché nasce questa fascinazione? Con cosa realmente ci mette in comunicazione la maschera? Esiste un aspetto rituale della maschera, legato al doppio e al mistero, uno infantile e anarchico, legato al gioco e uno squisitamente teatrale, legato alla sua capacità di essere pura azione, ma qual è il rapporto della maschera con la contemporaneità? Quali sono le strade possibili per un teatro che voglia radicarsi nello studio della tradizione ma sviluppare un linguaggio moderno? L’incontro-dibattito “La maschera nella contemporaneità” ha lo scopo di discutere questioni fondamentali del teatro moderno partendo da un elemento base non solo del teatro di tradizione, ma delle più antiche e resistenti forme di espressività umana. A discuterne insieme al pubblico ci saranno esperti del teatro in maschera italiano, attori e maestri di Commedia dell’Arte e rappresentanti di forme teatrali e para-teatrali di Oriente e Occidente.

Al dibattito interverranno:
prof. Dmitry Trubotchkin, capo del dipartimento dell’arte antica e medievale all’Istituto Statale degli Studi dell’Arte di Mosca, capo della cattedra di teatro alla Scuola Teatrale di Konstantin Raikin, professore al GITIS e professore invitato all’Università Statale di Mosca e anche assistente al direttore artistico del Teatro Vakhtangov.
prof. Paolo Sommaiolo, docente dell’Istituto Universitario di Napoli L’Orientale, presso la cattedra di Storia del Teatro moderno e contemporaneo.
Ferruccio Merisi, regista e scrittore di teatro, con la sua attuale compagnia, la Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone, si occupa di linguaggi performativi contemporanei, includendo, in questo orizzonte, anche i progetti di ascolto e di assistenza espressiva verso le differenze.

Saranno invitati a partecipare:
Claudia Contin Arlecchino, attrice, autrice, artista, nota nel mondo come prima donna che ha reinterpretato il carattere maschile della figura di Arlecchino, uno dei più intriganti personaggi della Commedia dell’Arte. Con continuità dal 1987 è anche l’unica in Europa a costruire da sé tutte le proprie Maschere e quelle per la propria Compagnia, come avviene ancora solo in Oriente. La sua poliedricità creativa si versa dal teatro all’arte figurativa, dalla dimensione attoriale a quella artigianale, in un rinnovato recupero dell’homo faber nella ricerca artistica contemporanea. Formatrice e ricercatrice di fama internazionale, nella sua poetica onnivora giunge alla cura personale di progetti, costumi accessori, scene, comportamenti e drammaturgie, in un viaggio senza soluzione di continuità tra artista e personaggio, nel mondo artistico come nel mondo reale, con l’assunzione di identità arlecchinesca anche in tutti i suoi documenti anagrafici.
Luca Gatta, regista, attore e direttore artistico della manifestazione, è anche formatore attoriale presso il LICOS il suo laboratorio di ricerca attoriale che conduce ininterrottamente ormai dal 2012, sia in Italia che all’estero, con laboratori tenuti in Spagna, Marocco e Russia. Ha all’attivo la regia di oltre 20 spettacoli teatrali, presentati in festival e rassegne sia in Italia che all’estero ed è ideatore e direttore artistico di HARA FEST, festival transculturale di teatro internazionale

L’incontro è coordinato da:
Stefania Bruno. Benevento, 1980. Vive e lavora a Napoli, dove ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia del teatro moderno e contemporaneo. Dopo aver seguito laboratori teatrali con lo storico gruppo Odin Teatret, di drammaturgia con Enzo Moscato e di mimo corporeo astratto presso l’I.C.R.A. Project di Michele Monetta, dal 2006 si è formata con Lalineascritta laboratori di scrittura. È autrice di racconti editi in antologia (“Granta”, Rizzoli; “Fughe”, Perrone) ed è dramaturg per la coop. En Kai Pan, di cui è socio fondatore. Tra i suoi testi El romancero de Lazarillo, dal Lazarillo de Tormes, Crudele d’amor, sulla vic enda e la musica di Carlo Gesualdo, Commedia in tempo di peste, spettacolo itinerante di Commedia dell’Arte e La Repubblica di Utopia, sulla Repubblica Napoletana, tutti prodotti da coop. En Kai Pan. Dal 2010 collabora con Lalineascritta laboratori di scrittura, conducendo laboratori in scuole di ogni ordine e grado, associazioni e case famiglia.
Dal 2014 è responsabile ricerche e drammaturgia di coop. En Kai Pan, occupandosi di organizzazione di convegni e seminari. Sempre per En Kai Pan è autrice del format Scene d’archivio, ciclo di spettacoli tratti dai documenti conservati nell’Archivio Storico del banco di Napoli, e de Il teatro e il suo doppio, ciclo di lezioni-spettacolo sul teatro e la scrittura, nato nel 2015 e giunto alla sua terza edizione.