Giuliano Scabia: il teatro della scrittura

Dialogo con Giuliano Scabia.
Interviene Lorenzo Mango (Università degli Studi di Napoli l’Orientale).
Letture a cura di Associazione Teatrale Aisthesis
Coordina Stefania Bruno (Coop. En Kai Pan)

martedì 27 settembre 2016 h 18.00
Fondazione Banco di Napoli – Sala Marrama
Via dei Tribunali 213

Giuliano Scabia, classe 1935, è una delle figure più complesse del Novecento teatrale. Poeta, negli anni sessanta aderisce al Gruppo 63, incontra e scrive per Luigi Nono (La fabbrica illuminata) fino a stringere il sodalizio con Carlo Quartucci, con cui lavora a Zip Lap Lip Vap Crep Scap Plip Trip Scrap & La Grande Mam alle prese con la società contemporanea, spettacolo spartiacque nella storia della nascita del Nuovo Teatro e, soprattutto, primo esperimento italiano di scrittura drammaturgica collettiva. Dopo il ’68 inizia l’esperienza dell’animazione teatrale e del Teatro vagante, con cui Scabia si distacca definitivamente dal circuito ufficiale e comincia a condurre laboratori e azioni teatrali in “strade, boschi, paesi, territori” (cit. Stefano Casi), operando un vero e proprio decentramento teatrale, di cui uno dei vertici è la collaborazione con Franco Basaglia, all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste nel 1973, da cui nasce Marco Cavallo. Teatro come azione sociale diretta, creazione collettiva (imponente la mole dei quaderni di drammaturgia raccolti negli anni del Teatro Vagante) ma anche, sempre, poesia. Scabia, infatti, non rinuncia mai al suo percorso di scrittura individuale, pubblicando romanzi e raccolte di poesia, facendosi spesso attore e narratore della sua stessa opera. Docente di drammaturgia presso il DAMS di Bologna dal 1972 al 2005, la riflessione sulla scrittura e sul teatro ha sempre accompagnato il suo lavoro.

Raccontare l’opera di Giuliano Scabia significa oggi confrontarsi con questioni vitali del teatro e della scrittura per la scena. Per questa ragione l’incontro avrà la forma dell’intervista, durante la quale saranno messi a fuoco i temi più importanti della sua opera per discuterne con il pubblico.