El romancero de Lazarillo

Associazione Teatrale Aisthesis
Avellino – Italia

giovedì 14 dicembre 2018 h. 20.30
Chiesa della Graziella
Via San Bartolomeo 3

Lo spettacolo sarà preceduto da una visita guidata alla Chiesa della Graziella a cura di Artes – Restauro e Servizi per l’arte

ore 20.00 apertura botteghino
ore 20.30 inizio visita guidata
ore 21.00 inizio spettacolo

prenota

drammaturgia: Stefania Bruno
regia: Luca Gatta
con: Luca Gatta
musiche: Antonello Paliotti
assistente alla regia: Tiziana Sellato
maschere: Riccardo Ruggiano e Antonio Fava
costumi: Fabiana Amato
scene: Stefano Sorrentino e Bianca Pacilio
disegno luci: Associazione Teatrale Aisthesis

El romancero de Lazarillo è il frutto di un lavoro di ricerca di tre anni. Punto di partenza è il Lazarillo de Tormes, primo, divertentissimo, romanzo della tradizione occidentale moderna. Per la sua natura di ‘prototipo’ Lazarillo è contraddistinto da una forte liminalità: nelle avventure dello sfortunato servo Lazaro, che vagabonda per la Spagna, offrendo i suoi servizi a padroni sempre più improbabili, si sente ancora l’eco del Medio Evo – con i suoi capitani di ventura, i venditori d’indulgenze e i mendicanti – ma la forma del racconto lo proietta nel futuro. Lazarillo è uno zanni che sta per togliersi la maschera e diventare un eroe borghese, ma prima di farlo ha bisogno di raccontare la sua storia. Per questa ragione si è deciso di non fare un vero e proprio adattamento del testo alla forma drammatica, ma di mantenerne la matrice narrativa, traducendolo in ottave per evocare l’affabulazione dei cantastorie cinquecenteschi. Allo stesso modo la scelta di affidare la recitazione a un unico attore, da un lato mette in risalto la liminalità – Lazarillo si racconta e agisce contemporaneamente – dall’altro dà luogo a una profonda stratificazione: il raccontastorie è un giullare dagli attributi quasi demoniaci, che con la sua risata anarchica dà inizio e conclusione beffarda alla narrazione, ma è anche il principale veicolo del punto di vista di Lazarillo, della sua voce di bambino e del suo bisogno di raccontarsi. Ma, come nella migliore tradizione del romanzo moderno, la voce principale sarà surclassata, nel corso dello spettacolo, dalla miriade di voci dei personaggi che Lazarillo incontra sulla sua strada, che di volta in volta lo possiederanno e lo lasceranno cambiato e in un certo senso sopravvissuto. L’identità del protagonista, quindi, sarà una stratificazione di tutti i personaggi della storia. El romancero de Lazarillo, lungi dall’essere una rievocazione di codici e atmosfere del passato, è uno spettacolo profondamente contemporaneo. Tutti i personaggi sono interpretati dallo stesso attore che deve di volta in volta cambiare non solo il costume, ma anche la sua attitudine corporea e la sua gamma di comportamenti, mantenendo però i segni dell’identità del protagonista. Nella drammaturgia d’attore si sentono echi di Barrault, Bene, De Berardinis. Perché infondo il passato è un’invenzione del presente.