Dame la mano – Give me your hand

Teatro Nucleo
Ferrara – Italia

Giovedì 8 novembre 2018 h. 21.00
Domus Ars
Via Santa Chiara 10C

testi liberamente tratti da Le Serve di J.Genet, le poesie di Gabriela Mistral e Wisława Szymborska

Atto Unico

regia: Cora Herrendorf
attrici: Frida Falvo, Martina Pagliucoli
con la preziosa collaborazione e assistenza di Natasha Czertok

disegno luci: Franco Campioni
foto: Daniele Mantovani

produzione: Teatro Nucleo

Due donne convivono in un luogo chiuso e nel loro essere presenti a sé stesse e per l’altra, si scambiano eventi passati e presenti dell’anima.
Il linguaggio si muove in un territorio intimo, sguardo introspettivo che cerca di specchiarsi al suo interno per trovare delle risposte e generare nuove domande.
I personaggi nascono da Le Serve di J.Genet, per espandersi nell’esplorazione dell’universo femminile .
La parola lascia spazio alla poetica del gesto e al canto. La parola è poesia, liberamente tratta da Gabriela Mistral e Wisława Szymborska.

Dammi la mano e danzeremo
dammi la mano e mi amerai
come un solo fior saremo
come un solo fiore e niente più.

Lo stesso verso canteremo
con lo stesso passo ballerai.
Come una spiga onduleremo
come una spiga e niente più.

Ti chiami Rosa ed io Speranza
però il tuo nome dimenticherai
perché saremo una danza
sulla collina e niente più.

(Gabriela Mistral)


TEATRO NUCLEO

Teatro Nucleo è un ente di produzione, formazione, ricerca teatrale, riconosciuto dal FUS – Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Emilia Romagna, con sede a Ferrara.

Fondato nel 1974 a Buenos Aires da Cora Herrendorf e Horacio Czertok con il primo nome di Comuna Nucleo e stabilitosi definitivamente a Ferrara nel 1978, è oggi una realtà composita dove diverse progettualità artistiche operano sul territorio cittadino, nazionale e internazionale, una cooperativa teatrale dove i fondatori e le nuove generazioni di attori e registi operano in sinergia con altre realtà associative e istituzionali.

Teatro Nucleo vede il teatro come strumento di evoluzione sia per lo spettatore che per l’attore. Focalizza la sua attenzione sulla relazione che si crea tra questi curandone gli aspetti più intimi. E’ questa un’ottica trasversale che permea il suo agire: nelle produzioni, nella formazione, nella direzione artistica. Non vede un pubblico preferenziale, identifica nell’essere umano di qualsiasi genere, etnia, età, classe sociale un possibile interlocutore. Da un imperativo di giustizia elementare e dall’idea che proprio in costoro è possibile trovare nuova linfa e nuovo senso all’arte, è spinto a rivolgere grande attenzione a tutti gli esclusi dalla fruizione e dalla produzione artistica. Su questa rotta orienta la sua costante ricerca di un linguaggio quanto più universale orientato dal motto: ora e qui!