Commedia in tempo di peste

I viaggi di Capitan Matamoros per le scuole
8-9-10 marzo 2017 ore 10.00
Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano

Spettacolo itinerante di Commedia dell’Arte

13226936_1742235576063384_5405981555454280301_n

ricerche e drammaturgia: Stefania Bruno
collaborazione alle ricerche: Tiziana Sellato
regia: Luca Gatta
con: Luca Gatta, Angela Dionisia Severino, Paola Maria Cacace, Valentina Martiniello, Salvatore Valentino
musiche: Antonello Paliotti
assistente alla regia: Tiziana Sellato
maschere: Riccardo Ruggiano e Antonio Fava
costumi: Daniela Salernitano per Capiunici
scene: Bianca Pacilio
disegno luci: Associazione Teatrale Aisthesis

Capitan Matamoros è un grande attore, rimasto imprigionato in città durante la terribile peste che ha colpito Napoli nel 1656. Mentre le corti di tutta Europa reclamano la sua arte, lui è bloccato in città insieme a Arlecchino. Ma un attore non può resistere senza fare spettacolo e, pur di recitare, intraprende un viaggio attraverso i quartieri appestati insieme al suo fedele servo Arlecchino.
Durante il viaggio incontrerà diversi personaggi: dai famigerati “cerretani” che vendono medicamenti nelle piazze, a donne murate vive in case dove è stata accertata la presenza della peste, da cinici pittori in cerca di fortuna, fino a confrontarsi con la stessa Morte, che regna incontrastata in città.
A ogni tappa del viaggio, la storia della città si intreccerà con le storie messe in scena dagli attori e con i loro piccoli drammi personali, in un gioco di continui rimandi metateatrali in cui sarà coinvolto anche il pubblico.
Lo spettacolo è strutturato come un percorso sensoriale attraverso cinque ambienti, in cui luci, musica e costumi ispirati all’arte del Seicento, da Caravaggio a Mattia Preti, coinvolgeranno gli spettatori in un affresco barocco vivente suscitando un dubbio: chi sono davvero gli attori, spiriti evocati a protezione della città o gli artefici del contagio?

Commedia in tempo di peste è uno spettacolo di Commedia dell’Arte, basato su una ricchissima gamma di documenti: dalle fonti storiche conservate nell’Archivio Storico del Banco di Napoli agli epistolari dei comici italiani, a testi della letteratura napoletana del Seicento, come Lo cunto de li cunti di Giovambattista Basile, La Posilecheata di Remigio Sarnelli e Napoli scontraffatta dapo’ la peste di Titta Valentino, e contemporanea come La peste di Albert Camus.