Residui Teatro, diciotto anni di ricerca

Prima il vuoto. Poi la caduta fu molto dura. In seguito abbiamo appreso ad alzarci e poco a poco a camminare. Ora possiamo osservare la pianura, la terra e il cielo, a volte riusciamo a volare
Residui Teatro – 18 anni di ricerca

Quali sono le origini di Residui Teatro? Potete raccontarci la vostra visione e il vostro percorso di ricerca?

La compagnia nasce a Roma nel 2000 ed è diretta da Gregorio Amicuzi, il suo nome si ispira al racconto di Julio Cortázar “Tanto amore per Glenda” e all’idea cortasariana che le cose si trasfromano sotto i nostri occhi però a volte non ce ne rendiamo conto. Ciò che resta sono i RESIDUI, la prova tangibile che le cose cambiano. Residui Teatro promuove un teatro che vuole favorire l’incontro e la trasfrormazione personale e comunitaria.

A partire da novembre 2007 abbiamo spostato la nostra sede a Madrid per dare vita a un nuovo percorso artistico. Nel 2009 abbiamo fondato il “Centro de Artesanía de las Artes Escénicas” uno spazio di formazione in cui gli attori e danzatori, allo stesso modo degli artigiani, possono costruite poco a poco la propria arte.

Residui Teatro ha creato e prodotto piú di 15 spettacoli con i quali ha partecipato a festival internazionali in Europa, America e Asia. Gregorio Amicuzi, direttore della compagnia ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Nel 2014 è stato assistente di Eugenio Barba durante la creazione dello spettacolo Chiaro Enigma per il 50° anniversario della compagnia Odin Teatret. Viviana Bovino, attrice e pedagoga della compagnia, da anni porta avanti una ricerca sul “ponte tra la danza e il teatro che si può attraversare cantando”. Nel 2014 ha partecipato con Keiin Yoshimura alla Biennale di Venezia della Danza. Residui Teatro ha realizzato spettacoli e laboratori in: Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Danimarca, Francia, Slovenia, Inghilterra, Irlanda, Polonia, accampamenti di rifugiati Saharawi- Tindouf, Marocco, India, Russia, Messico, Nicaragua, Guatemala, El Salvador, Uruguay, Argentina.

Clownerie, narrazione, danza, teatro di figura: Cuentos del mundo – Racconti dal mondo è uno spettacolo meticcio. Qual è la sua genesi?

Racconti dal Mondo è un viaggio che parte dalla tradizione affabulatoria italiana: da lì corre sul mappamondo, verso i racconti della regione di Madriz in Nicaragua e scivola tra le tende della comunità Saharawi in Algeria, per finire sotto un grande carrubo, lì dove una zia, nei caldi pomeriggi dell’estate pugliese, raccontava le avventure di personaggi dai nomi strani.

Racconti dal mondo è la storia di un viaggio in giro per il mondo alla ricerca di bambini coraggiosi, i bambini che difendono i loro diritti. Attraverso le storie di alcuni bambini incontrati durante i nostri viaggi abbiamo deciso di spiegare in modo semplice: cos’è un diritto.

Cuentos del mundo – Racconti dal mondo aprirà ufficialmente la quinta edizione de I viaggi di Capitan Matamoros, dedicato quest’anno a esplorare le drammaturgie della scena. Cosa vi aspettate dalla partecipazione al festival? Cosa desiderate condividere con il pubblico napoletano?

Da anni abbiamo sviluppato la collaborazione con Lunia Film di Napoli e con l’associazione Lunazione. Speriamo che la partecipazione a questo festival possa generare nuovi incontri e scambi creativi con gli operatori culturali napoletani, con gli artisti e con il pubblico.


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