Produrre avanguardia partendo dalla tradizione: conversazione con Bottega Buffa CircoVacanti

Bottega Buffa Circovacanti è una compagnia teatrale che si occupa di ricerca, produzione e divulgazione delle arti sceniche e musicali. Fondata nel 2010, ne fanno parte ad oggi Veronica Risatti, attrice, ricercatrice e formatrice teatrale, Sara Giovinazzi, musicista polistrumentista e formatrice musicale, Laura Mirone, attrice e formatrice teatrale, e Veronica Zurlo, attrice. A questo quartetto è doveroso ricordare alcuni collaboratori assidui nelle diverse produzioni e progetti: Lucìa Cabrera, violinista, Gianmaria Stelzer, violoncellista e Tullio Garbari, pianista. Infine i due maestri di Bottega: Claudia Contin Arlecchino, per quanto riguarda la Commedia dell’Arte e Luciano Gottardi, per quanto riguarda il Teatro di Figura.

D. Come nasce Bottega Buffa Circovacanti e quali sono i suoi obiettivi?
Bottega Buffa: La Bottega Buffa CircoVacanti nasce il 27 gennaio 2010 da un gruppo di quattro performer di diversa provenienza e formazione artistica. Spinte dalla necessità di lavorare in modo transculturale sugli spettacoli, queste artiste si sono messe per così dire in Bottega ovvero hanno fondato una realtà in cui si potesse lavorare su uno scambio di competenze trasversale spaziando in modo organico tra teatro, musica, danza e arte figurativa.

D. Dalla vostra formazione, ma soprattutto dai progetti che Bottega Buffa Circovacanti ha realizzato finora, emergono diversi elementi: l’importanza che date alla radice, alla ritualità e al recupero della performatività popolare attraverso lo studio e la ricerca sulle feste. Come si colloca la Commedia dell’Arte nel vostro lavoro?
B.B. Fin dai suoi esordi la Bottega Buffa CircoVacanti si è prefissata di lavorare sugli spettacoli rispettando uno dei motti fondamentali che ha messo le basi a gran parte del teatro di inizio ‘900: recupero e riscrittura scenica delle tradizioni popolari e teatrali per produrre avanguardia. Seguendo questo intento, pur recuperando elementi tradizionali di matrice popolare e/o attenendosi a canoni teatrali di un repertorio antico, come quello della Commedia dell’Arte, in Bottega si cerca di produrre degli spettacoli che siano capaci di far riflettere su alcune importanti dinamiche storico-sociali che costituiscono temi di forte interesse attuale per la nostra società.
Ad esempio, integrazione sociale e transculturalità sono due tematiche molto discusse nel panorama socio-politico di oggi ma se diamo un’occhiata alla storia della Commedia dell’Arte ci si accorge che fin dal ‘500 questi stessi temi rappresentavano dei valori imprescindibili per il lavoro dei Comici dell’Arte, tanto da essere parti importanti di quel segreto del loro successo su tutto il territorio europeo fin dentro i confini della Russia. Integrazione e transculturalità, infatti, non erano solamente insiti nei leitmotiv presentati negli scenari o nei canovacci dei Comici dell’Arte ma erano valori su cui si fondavano le stesse compagnie: per quanto la Commedia dell’Arte è un linguaggio teatrale tutto italiano i gruppi di giro non necessariamente erano costituiti unicamente da attori italiani. In questo senso una compagnia contemporanea come la Bottega Buffa CircoVacanti è perfettamente in linea con questo pensiero: su quattro attrici e due colleghi musicisti, quattro sono italiani e due sono originarie rispettivamente dal Costa Rica e dal Brasile.
Per quanto riguarda più direttamente la transculturalità all’interno della messa in scena, si può dire che tutto il lavoro di ricerca scenica e musicale si basa su forti competenze e intuizioni antropologiche trasmesse alle attrici della Bottega Buffa CircoVacanti dalla scuola del maestro Claudia Contin Arlecchino che ha re-inventato una ricostruzione e codificazione dei passi e delle gestualità di ogni singolo Carattere a partire dallo studio e assimilazione di precisi segmenti cinetici mutuati dalle altre culture, in particolare quella orientale, e dal rigoroso studio iconografico riguardante la Commedia dell’Arte raccolto durante anni di ricerca e analisi nell’immenso patrimonio d’arte visiva sparso in tutta Europa. Su questo particolare metodo transculturale è costruito tutto l’impianto scenico di gran parte degli spettacoli che hanno potuto debuttare davanti a pubblici internazionali senza necessità di traduzioni e sottotitoli. Nelle scene e nelle partiture coreografiche i diversi linguaggi dominati dalle abilità di ogni singolo attore intrecciano sapientemente elementi che spaziano dalle danze e gestualità mediterranee, a quelle europee, a quelle della danze brasiliane, indiane e dell’Opera di Pechino.

D. “Un Babalao mi ha raccontato che” è uno spettacolo di teatro di figura che attinge alla cultura brasiliana e in particolare alla danza degli Orixà. Il Brasile è molto presente nel vostro lavoro di ricerca. Come nasce il rapporto con la cultura brasiliana e quali sono le ricadute sul vostro lavoro dell’esplorazione e del confronto con tradizioni performative diverse?
B.B. Il Brasile non è solo molto presente all’interno del nostro lavoro di ricerca ma negli anni si è trasformato da luogo geografico, che durante i nostri viaggi ha offerto molte possibilità di apprendimento e scambio, a metafora artistica di un particolare modo di intendere il patrimonio culturale. Per la Bottega, il Brasile rappresenta, quindi, il viaggio verso l’oltreconfine e un modello culturale di convivenza delle differenze in continuo dialogo e sincretismo o come lo definirebbe Claudia Contin Arlecchino un chiaro esempio di meticciato culturale, a proposito del quale scrive: […] un tema fondamentale per tutta la Commedia dell’Arte che, fin dalle sue origini in Italia nel XVI secolo, ha fatto del viaggio sia la condizione reale delle sue Compagnie di Comici migranti in tutta Europa e in tutto il Mediterraneo, sia la metafora itinerante dei suoi “canovacci teatrali” e delle sue “favole rappresentative”, volte ad incoraggiare sin dal principio il “meticciato culturale” e le allegorie di viaggi attraverso il tempo, lo spazio e le dimensioni tra mondo degli uomini e mondo degli inferi. Una cultura meticcia ma molto profonda, quella dei Buffoni, delle Maschere, dei Comici cinquecenteschi della Commedia all’Improvvisa, che si rispecchiava continuamente nelle memorie antiche e negli archetipi pre-cristiani, giungendo a confrontarsi con le figure grottesche delle commedie latine e – ancora più indietro – con la solida base mitologica dell’antica cultura greca e ancor prima micenea. (C.C.Arlecchino, in Note di regia dello spettacolo Odissea del Zane, produzione Bottega Buffa CircoVacanti, 7 aprile 2015). Dal 2012, anno di produzione dello spettacolo Un Babalao mi ha raccontato che… Una storia del mito della creazione, la metafora Brasile è stata fonte di progettazione di altri due progetti transculturali: lo spettacolo Odissea del Zane, dedicato ai boschi del vecchio continente con le proprie figure mitologiche e alla foresta amazzonica con i suoi Encantados, e all’evento biennale ILÊ BRASIL un ciclo di incontri di esplorazione culturale all’interno delle tradizioni popolari più nascoste dalla diffusione ufficiale. Ilê è una parola di antica origine iorubana e significa focolare, indica cioè la dimensione sacra della parola casa; Brasil, invece, come già accennato sopra diventa metafora di un luogo in cui può germinare la convivenza della razza umana in tutte le sue declinazioni di discendenza, tradizione e lingua.

D. Il 13 settembre il vostro spettacolo aprirà ufficialmente la quarta edizione de I viaggi di Capitan Matamoros. Cosa vi aspettate dalla partecipazione al festival e dall’incontro con il pubblico campano?
B.B. Dal pubblico campano ci aspettiamo soprattutto una profonda e sensibile empatia verso il linguaggio e il contenuto dell’atto performativo. Per la Bottega Buffa CircoVacanti Napoli, in particolare, rappresenta una culla di quello stesso effervescente crogiolo di razze, culture e tradizioni che, in molti capoluoghi brasiliani, ha generato un importante patrimonio culturale fatto di archetipi capaci di mettere in comunicazione popoli distanti sia geograficamente che storicamente, rendendo le tradizioni culturali degli importanti esempi di ecologia dei rapporti umani e ambientali.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...