Commedia dell’Arte e danza degli Orixa

La questione della Commedia dell’Arte come tradizione è una delle più discusse in questo momento. Mentre nascono e si diffondono compagnie, associazioni e laboratori che se occupano, diventa sempre più difficile fissare una prospettiva unica. Ci si trova così di fronte al paradosso apparente che se la Commedia dell’Arte è una tradizione è impossibile stabilirne i codici in maniera definitiva. Ci troviamo di fronte a un costante processo di ricodificazione in cui la ricerca svolge un ruolo imprescindibile. Chi oggi si avvicina alla Commedia dell’Arte deve acquistare immediatamente consapevolezza del fatto che intraprenderà un percorso pedagogico aperto. Il masterclass “La dimensione transculturale della maschera”, ospitato all’interno del Festival internazionale di Commedia dell’Arte I viaggi di Capitan Matamoros, è nato nel 2016 allo scopo di diffondere e incrementare la visione della Commedia dell’Arte come ricerca permanente attraverso il confronto con tradizioni performative di altri paesi del mondo. Dopo avere incontrato il Topeng balinese nella precedente edizione, quest’anno a settembre ci confronteremo per dieci giorni con il Candomblè brasiliano e, in particolare, con la Danza degli Orixà.

Il Candomblè è una religione molto diffusa e stratificata sia nelle credenze che nelle forme del culto. È, per antonomasia, la religione degli schiavi, sviluppatasi e diffusasi in Sud America tra il 1549 e il 1888, nel periodo di massima diffusione del commercio degli schiavi dall’Africa alle colonie spagnole e portoghesi, ed è oggi riconosciuta come religione e da alcuni anni praticata anche in Spagna, Portogallo e persino in Italia. Uno degli aspetti più interessanti del Candomblè è che nasce da un sincretismo: per mantenere in vita i culti animistici praticati in Africa (in particolare in Togo, Nigeria e Congo, i paesi da cui provenivano la maggior parte degli schiavi) i sacerdoti hanno fin dal primo momento fuso simboli e pratiche con quelle del cristianesimo, a cui gli schiavi erano convertiti in massa. Le differenze fra le pratiche sono determinate, oltre che dall’estrema diffusione del Candomblè, anche dalla diversa etnia di provenienza degli schiavi, che si riunivano in confraternite e poi “nazioni” proprio sulla base dell’etnia e del modo di praticare la religione. Bahia, la nazione Ketu (yoruba), detta la “Roma nera” per la grande presenza di schiavi, è ancora oggi il centro propulsore del Candomblè. Alla base della pratica del Candomblè c’è il culto degli Orixa, spiriti che a loro volta sono emanzazione di una principio primario, Olorun, e che trasmettono a tutte le cose l’Axè, l’energia vitale, influendo ciascuno su una determinata condizione attraverso quello che si manifesta, nell’esecuzione della danza, come un vero e proprio carattere.

L’approccio Candomblè avverrà, durante il masterclass, proprio attraverso la Danza degli Orixa e, in particolare lo studio di quattro forme, Yansan (Aria), Xango (Fuoco), Oxumare (Acqua), Omolu (Terra), montate sulla struttura del samba. Dopo avere affrontato separatamente lo studio dei principi base della Commedia dell’Arte con Luca Gatta e della Danza degli Orixà con Ana Auxiliadora Estrela, nelle fasi finali del laboratorio si procederà a cercare i punti di incontro e di fusione tra le due pratiche.

Quali sono i tratti comuni delle due tradizioni performative dal punto di vista dell’utilizzo della maschera, delle posture del corpo, persino dell’interpretazione intesa non come semplice rappresentazione del carattere ma come vera e propria incarnazione?

Queste le domande che guideranno la ricerca di un vero e proprio sincretismo in grado di aprire nuove prospettive di sviluppo per la ricerca e la pratica della Commedia dell’Arte.

La Dimensione Transculturale Della Maschera
un possibile sincretismo tra la Commedia dell’Arte e la Danza degli Orixas
a cura di Luca Gatta e Ana Auxiliadora Estrela
10-19 settembre 2017 – Teatro Carlo Gesualdo, Avellino

organizzata da Associazione Teatrale Aisthesis
sostenuta da Fondazione Campania dei Festival

Info iscrizioni: progetti@enkaipan.com


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